Lo scambio link per Google funziona ancora?

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Lo scambio link è stato a lungo una delle principali strategie di link building ma qualcosa è cambiato negli algoritmi di Big G che infatti ha svalutato tutti i collegamenti reciproci tra siti web. L’algoritmo Hummingbird è stato modificato per identificare lo scambio di link tra due parti, con lo scopo di valorizzare invece i link in entrata provenienti per meriti della pagina (es. argomenti interessanti, innovativi, coinvolgenti).

Il concetto di scambio link infatti aggirava lo scopo per cui l’algoritmo era stato pensato, ovvero valorizzare la redazione di contenuti di qualità che dovrebbero attrarre i link in maniera spontanea. Lo scambio di link non è altro che un accordo reciproco per promuovere in modo ingiustificato dei contenuti di altri con l’obiettivo finale di promuovere il proprio sito.

Negli ultimi anni sono nate decine e decine di directory che propongono scambio link al fine di aumentare il PageRank. Niente di più falso!

C’è addirittura chi sostiene che Google sia ora in grado di identificare schemi di collegamento a tre (cioè link dal sito A al sito B, che collega al sito C, che collega nuovamente ad A). Ma non abbiamo ancora certezze in merito. Una cosa però è certa: una strategia di web marketing non può essere incentrata sul concetto di scambio links. Diffidate dalle web agency che vi propongono questa soluzione perchè non è gradita a Google e può rivelarsi semplicemente una perdita di tempo. Invece è importante concentrarsi sulla creazione di contenuti unici e di qualità. Se siamo in grado di generare questo tipo di contenuti possiamo stare sicuri che i link arriveranno in modo naturale.

Detto ciò c’è da aggiungere anche che esiste un’altra pratica in voga sul web che Google sembrerebbe invece apprezzare (se fatta in modo oculato), ovvero la redazione di cosiddetti “guest post”, una sorta di articoli redazionali pubblicati su diversi tipi di blog che contengono un link al sito del cliente in cambio di un’offerta economica. Qualora volessimo adottare questa strategia è importante ricordare che Google sta iniziando ad identificare i cosiddetti “influencer” della rete, per cui un link ricevuto da un blog ritenuto auterovelo può portare lustro al vostro blog aziendale.  Se volete capire quali sono i migliori influencer in rete per diverse aree temtiche potreste dare un’occhiata al servizio Klout.

 

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